La PLAGIOCEFALIA, così come le altre DEFORMITÀ CRANICHE, è definita come una condizione di anomalia morfologica del cranio. Esse generalmente vengono classificate in base alla loro origine: la più ricorrente é quella di origine POSIZIONALE (Fig. A), mentre, meno frequente, é quella causata dalla chiusura anticipata delle suture craniche (SINOSTOSI, Fig. B e C).

La deformità cranica di origine sinostotica (ad es. la SCAFOCEFALIA) si verifica con una frequenza di circa 1:2.500 nascite, quindi è molto rara, e solitamente richiede una correzione chirurgica.

La deformità cranica di origine posizionale (quella più ricorrente) invece non richiede la correzione chirurgica, infatti le suture craniche in questo caso sono aperte per cui non sussiste una sofferenza cranica.

 La forma più comune di dismorfismo cranico posizionale è la PLAGIOCEFALIA (Fig. D). Si tratta di una malformazione cranica che si osserva nel neonato e nel lattante, in cui la testa non ha una forma regolare e presenta alcune anomalie, riscontrabili con la semplice osservazione, quali appiattimento del capo unilaterale, asimmetrie del volto e delle orecchie. La testa vista dall’alto assume un aspetto obliquo (a parallelogramma), infatti il termine PLAGIOCEFALIA significa appunto “testa obliqua” (plagios = obliqua e kefalé = testa).

 Le cause di PLAGIOCEFALIA sono numerose; quella più comune è il prolungato appoggio unilaterale della testa sul letto (o sulla culla), nel corso delle notte o dei riposi diurni.
Questa deformità deve essere sempre attentamente valutata dal pediatra poichè è possibile intervenire, se diagnosticata precocemente!

 Dalla letteratura emergono diversi fattori di rischio (materni, perinatali, postnatali) correlati allo sviluppo di plagiocefalia posturale, tra cui: gravidanze multiple, parto prematuro, oligoidramnios (riduzione del liquido amniotico), ipomobilità del feto, posizione podalica o trasversa del feto, condizioni di ridotta variabilità posturale nel neonato (ad es. una prolungata ospedalizzazione), torcicollo miogeno, posture preferenziali del capo.

 Le conseguenze della PLAGIOCEFALIA non sono solo di natura estetica, soprattutto per quelle asimmetrie di severa entità (iperplagiocefalia). In questi casi, sono state osservate associazioni con alcune problematiche come disturbi uditivi, asimmetria mandibolare (malocclusione dentale), difetti visivi quali un astigmatismo bilaterale di difficile correzione, peggiori performance motorie e cognitive fino ai 36 mesi.

 Oltre alla plagiocefalia meritano menzione altre forme di deformità meno comuni quali la BRACHICEFALIA, in cui la larghezza del cranio tende a prevalere sulla lunghezza, spesso associata ad un appiattimento di tutto l’occipite ovvero ad una diminuzione del diametro antero-posteriore; la DOLICOCEFALIA (dal greco dolichos = allungato e kephalé = testa), condizione contrapposta alla brachicefalia, nella quale la conformazione del cranio è caratterizzata da un’accentuata prevalenza del diametro della lunghezza su quello della larghezza.

Le sopraccitate malformazioni morfologiche di origine posizionale possono sovrapporsi l’un l’altra per cui non è raro vedere una forma del cranio che presenta due di queste deformazioni.

 Non bisogna minimizzare il problema delle deformità craniche credendo in una risoluzione spontanea (non sempre certa). Un atteggiamento di superficialità nei confronti dei dismorfismi cranici può determinarne un peggioramento.

Per questo motivo, presso i nostri centri specializzati, offriamo la possibilità di effettuare UN ESAME DIAGNOSTICO COMPLETO di  scansione 3D del cranio del neonato con il supporto di un neurochirurgo pediatrico, ingegneri biomedici e tecnici ortopedici.

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