La Plagiocefalia Posizionale è una condizione caratterizzata da un’asimmetria del capo in senso obliquo dovuta alla posizione assunta dal neonato nelle prime fasi di vita o addirittura nel grembo della madre  (Clicca per la SOLUZIONE). È la forma più comune di deformità del capo ed è riscontrabile con diversi gradi in ben il 48% delle nascite. In realtà, il termine Plagiocefalia è comunemente usato per descrivere ogni anomalia della forma del cranio, come la Brachicefalia, in cui la larghezza del cranio prevale sulla lunghezza, e la Scafocefalia in cui la lunghezza è nettamente superiore alla larghezza del cranio. Le deformazioni possono sovrapporsi e non è raro vedere una forma del cranio che presenta due di queste deformazioni.

 

  • Le cause

    Plagiocefalia: quando intervenire

    Le cause

    Conoscere le cause della Plagiocefalia permette di individuare anche quali sono i soggetti più a rischio.

    È noto da tempo che il cranio cresce in risposta alla pressione minima esercitata dalla crescita dell’encefalo. Tale pressione tuttavia è inefficace se il cranio incontra pressioni esterne come ad esempio il dormire sempre nella stessa posizione o condizioni particolari dell’utero (forze compressive intrauterine). In conseguenza di ciò, la crescita si sposta in aree dove non c’è resistenza causando la deformazione e l’appiattimento del capo.

    Le cause alla base della Plagiocefalia sono molteplici e possono essere prenatali, connatali o postnatali.

    Cause prenatali

    • Gravidanza multipla
    • Oligoidramnios (riduzione del liquido amniotico)
    • Anormale forma dell’utero
    • Ipertonia uterina
    • Discesa precoce del feto nell’area pelvica
    • Torcicollo muscolare miogeno
    • Il “Torcicollo Muscolare Miogeno” consiste in un’asimmetria dei muscoli sternocleidomastoidei, situati nella parte laterale del collo. Quando uno di questi due muscoli è più corto e più teso la testa del bimbo si piega in avanti e si inclinata verso il lato del muscolo teso,mentre il viso sarà rivolto verso la spalla opposta. Come conseguenza, in posizione di riposo la testa tenderà sempre nella stessa posizione, creando una plagiocefalia posizionale. Questo processo di deformazione si realizza prevalentemente in fase prenatale.

     

    Cause connatali (durante il parto)

    • Utilizzo di forcipe o ventosa
    • Travaglio prolungato
    • Nascita prematura (le ossa del cranio sono più morbide e quindi facilmente deformabili)

     

    Cause post-natali

    • Dormire sempre sullo stesso lato
    • Uso prolungato di passeggini, sediolini
    • Allattamento con il biberon posizionando il bambino sempre dallo stesso lato
    • Posture preferenziali del capo

     

    Da dati epidemiologici risulta inoltre che i soggetti più a rischio sono mamme con età superiore a 35 anni e neonati di sesso maschile.

  • Quando Intervenire

    Plagiocefalia: la soluzione Corpora

    Quando Intervenire

    Le deformità del cranio, soprattutto quelle legate al parto, tendono in qualche caso a scomparire autonomamente entro la 6° settimana. Tuttavia, nel caso della Plagiocefalia posizionale le deformità iniziano ad evidenziarsi a 7 settimane e più in generale dai 3 ai 4 mesi, con il picco di gravità della forma intorno ai 4 mesi. Il motivo risiede nel fatto che col passare del tempo diventano sempre più visibili le conseguenze associate a fattori post-natali. Pertanto, sarebbe opportuno fare attenzione proprio in quest’intervallo di tempo.

    In questi casi, l’ideale è cercare una correzione attraverso i caschetti craniali, ad esempio con l’Armonizzatore Craniale (Clicca Qui) che è una risposta alle deformità craniali e rappresenta attualmente la soluzione più innovativa, tecnologica e con meno controindicazioni.

    Il momento migliore per intervenire è il 4° o 5° mese di vita, ma non è esclusa la possibilità di intervenire anche nei mesi successivi. Chiamaci allo 0815029185 oppure Clicca Qui per scriverci subito: il team Corpora valuterà ogni singolo caso attraverso esami obiettivi e la valutazione del neurochirurgo pediatrico.

  • Complicanze Associabili

    Plagiofalia: Complicanze

    Complicanze Associabili

    La Plagiocefalia, oltre a determinare l’asimmetria del capo, può essere accompagnata da un’asimmetria della posizione degli occhi e delle orecchie, nonché anche ad una differente dimensione degli stessi, come ad esempio nella Plagiocefalia di Tipo IV (per la classificazione della Plagiocefalia si veda la sezione di approfondimento).

    Oltre a complicanze di natura morfologica sono stati riferite anche una serie di problematiche quali:

    • anomalia nell’occlusione dentale, associata all’asimmetria della mandibola;
    • difetti uditivi: l’asimmetria delle orecchie ed in particolare delle tube di Eustachio comportano una diminuzione del drenaggio dell’orecchio medio con conseguenti otiti ricorrenti alla base dei difetti uditivi;
    • astigmatismo bilaterale, associato all’asimmetria degli occhi, difficile da correggere con lenti adatte;
    • leggeri ritardi psicomotori rilevati in diversi studi soprattutto per la funzione motoria (Miller 2000; Panchal 2001; Collet 2005; Kordestani 2006). Tuttavia, i dati degli studi non implicano che plagiocefalia ne sia la causa, ma piuttosto rappresenta un fattore di rischio per il ritardo e per questo motivo il bambino plagiocefalico merita un accurato follow up.

     

  • Classificazione

    Plagiocefalia

    Classificazione

    Classificazione della plagiocefalia secondo Argenta (Tratto da The Flying Publisher Guide no. 5, La Plagiocefalia posizionale, da p. 21 – Meraviglia, Villani, Brunati et al.)

    Sono stati impiegati svariati metodi per quantificare e classificare la Plagiocefalia posizionale, quali la tomografia computerizzata (TC) o misurazioni antropometriche; tuttavia, l’osservazione clinica costituisce la metodica più semplice e affidabile. Argenta ha proposto una classificazione morfologica in 5 tipi della Plagiocefalia non sinostosica in base alla gravità dell’asimmetria del cranio, alla posizione dell’orecchio e all’aspetto del volto che si mostra asimmetrico nelle forme di maggiore gravità (Argenta 2004). Studi recenti hanno dimostrato che quella di Argenta è un metodo di classificazione delle Plagiocefalie posizionali relativamente affidabile e semplice da utilizzare nella pratica clinica.

     

    Tipo I : Asimmetria posteriore

    classificazione_1L’asimmetria cranica è limitata alla parte posteriore del cranio. Non vi è asimmetria delle orecchie valutata misurando la distanza naso-orecchio. La fronte è simmetrica, non vi sono sporgenze temporali anomale né allungamento verticale del cranio. Questa rappresenta la forma più lieve di Plagiocefalia posizionale.


    Tipo II : Tipo I + spostamento dell’orecchio

    classificazione_2In questo tipo di deformità, vi è una asimmetria cranica posteriore che ha effetto sulla linea mediocranica (lineaa in figura) e che determina lo spostamento dell’orecchio sul lato implicato in avanti o verso il basso o in entrambi i sensi. L’asimmetria è solitamente più evidente mentre si esamina il bambino dall’alto. La parte anteriore del cranio non è coinvolta e la fronte è simmetrica. Non vi è asimmetria facciale. Non vi sono deformità compressive del cranio. Questo tipo identifica una forma più severa di Plagiocefalia.


    Tipo III : Tipo II + asimmetria frontale

    classificazione_3La deformità di Tipo III comprende l’asimmetria cranica posteriore, il mal posizionamento dell’orecchio così come nel Tipo II, ma in aggiunta presenta una prominenza della bozza frontale sul lato della depressione. Questa forma dà origine alla figura a parallelogramma del cranio definita classicamente come caratteristica delle plagiocefalie posizionali e più facilmente riscontrabile esaminando il bambino direttamente dall’alto. La faccia è simmetrica.


    Tipo IV : Tipo III + asimmetria facciale

    classificazione_4Nella deformità di Tipo IV sono presenti tutte le caratteristiche del Tipo III (asimmetria cranica posteriore, mal posizionamento dell’orecchio, asimmetria frontale) con l’aggiunta dell’asimmetria facciale sul lato della deformità. L’asimmetria facciale è il risultato del dislocamento del tessuto adiposo della guancia o, meno frequentemente, dell’iperplasia della zona zigomatica omolaterale. Questa deformità riflette la natura progressiva dell’asimmetria cranica che giunge a coinvolgere la regione anteriore causando la deformazione della faccia.


    Tipo V : Tipo IV + deformità verticale e temporale

    classificazione_5In pazienti con questo tipo di deformità, sono presenti l’asimmetria cranica posteriore, il mal posizionamento dell’orecchio, l’asimmetria importante della fronte e l’asimmetria facciale (come per il Tipo IV). In questo tipo è inoltre evidente una protrusione a livello della zona temporale e/o uno sviluppo verticale anomalo del cranio a livello occipito-parietale.


    La Brachicefalia

     

    Quando si ha uno sviluppo del cranio in cui la larghezza prevale sulla lunghezza si parla di Brachicefalia. Sempre secondo il metodo Argenta, è possibile classificare la Brachicefalia secondo i seguenti tipi:

     

    brachicefalia_1Tipo I : Appiattimento posteriore

    Nel brachicefalico di Tipo I è presente una depressione posteriore centrale. La posizione delle orecchie, della fronte e della faccia è comunque normale.


    brachicefalia_2Tipo II : Tipo I + espansione bozze biparietali.

    La  Brachicefalia di Tipo II è una forma più severa rispetto alla precedente. In questi bambini vi è, oltre ad alla depressione posteriore del cranio, un’espansione simmetrica a livello delle bozze biparietali.


    brachicefalia_3Tipo III : Tipo II + espansione verticale e/o temporale.

    La  Brachicefalia di Tipo III è la forma più severa in cui non solo è presente un appiattimento ed allargamento del cranio posteriormente ma anche un’espansione verticale del vertice ed un rigonfiamento della regione temporale. Ciò avviene in seguito ad una depressione da parte del cervello che sotto la spinta provocata dall’appiattimento posteriore sfocia nel rigonfiamento.